Guida pratica scritta dall’officina — aggiornata con i listini 2026
Lunedì mattina, in officina, la scena si ripete quasi identica ogni settimana: entra uno studente universitario, o un ragazzo che ha appena preso l’A1, o un genitore che deve comprare il primo motorino al figlio, e la domanda è sempre la stessa: “Qual è lo scooter più economico che però non mi lasci a piedi dopo un anno?”
A Firenze la domanda ha un peso diverso rispetto ad altre città. Qui non basta guardare il prezzo di listino. Bisogna fare i conti con lo Scudo Verde e la ZTL che tagliano fuori i mezzi più vecchi, con le salite di Fiesole, San Domenico e Settignano che mettono alla prova motori troppo deboli, con il selciato del centro che stronca ammortizzatori scadenti, e con un mercato dell’usato dove non tutti i “affari” sono davvero affari. In quaranta anni di officina abbiamo visto passare centinaia di scooter economici: alcuni hanno retto benissimo, altri sono diventati un salasso dopo sei mesi. In questo articolo analizzeremo quello che vediamo davvero sul banco, con i numeri reali del mercato 2026, non le solite classifiche copiate da internet.
Perché a Firenze la scelta dello scooter economico conta doppio
Partiamo da un dato che in pochi considerano quando comprano: dal 1° aprile 2025 è attivo lo Scudo Verde, la ZTL ambientale che copre circa il 66% del territorio comunale di Firenze, attiva 24 ore su 24 e sorvegliata da 77 varchi elettronici. Dal 1° luglio 2025 sono scattate le sanzioni vere e proprie. Il divieto riguarda ciclomotori e motocicli Euro 0 ed Euro 1 (e dal 2025 la soglia si sta allargando anche agli Euro 2), oltre alle auto più vecchie. Chi compra oggi uno scooter usato “economico” ma vecchio di quindici anni rischia di ritrovarsi con un mezzo che in mezza città non può proprio circolare, o di dover pagare 5 euro per il permesso giornaliero di solo transito (1 euro se si scarica la targa in un parcheggio convenzionato).
Poi c’è la ZTL vera e propria del centro storico, che copre circa 4 km² divisi in cinque settori (A, B, G, F, O). Qui gli scooter a benzina non elettrici o ibridi non possono proprio entrare nei vari orari di attivazione, indipendentemente dall’omologazione Euro. Quindi se lavorate o vivete dentro il centro, il discorso “economico” va ponderato insieme a dove effettivamente potrete parcheggiare e circolare.
Il secondo fattore tipicamente fiorentino è la conformazione della città: le colline che circondano Firenze (Fiesole, Arcetri, Settignano, Bellosguardo) mettono sotto sforzo un motore sottodimensionato molto più di quanto accada su un percorso pianeggiante come potrebbe essere a Ferrara o Ravenna. Chi fa ogni giorno la salita verso Fiesole con uno scooter da 50 cc datato lo sa bene: si “arranca”, il motore soffre, il consumo di benzina sale e la cinghia si usura prima. Ecco perché in officina consigliamo quasi sempre, a chi può guidarlo con la patente, di orientarsi su un 125 anche per la prima uscita cittadina, anche se il preventivo iniziale è un filo più alto di un 50.
Cosa significa davvero “economico”: il prezzo di listino è solo metà della storia
Il prezzo d’acquisto è quello che si vede nella vetrina del concessionario, ma il costo reale di uno scooter si misura nell’arco dei primi tre anni, sommando assicurazione, manutenzione, pneumatici e carburante. Ho visto tanti clienti concentrarsi solo sul prezzo del mezzo e poi rimanere sorpresi davanti al primo preventivo assicurativo o al primo tagliando importante.
Secondo l’Osservatorio RC moto di Facile.it e Assicurazione.it, a settembre 2025 il premio medio RC moto in Toscana era di 442,75 euro, in crescita dell’11,71% rispetto a sei mesi prima. Per uno scooter 125 nello specifico, un adulto con una buona classe di merito paga in genere tra i 300 e i 450 euro l’anno, mentre un neopatentato under 26 può arrivare a spendere tra i 550 e i 700 euro. Il modello scelto pesa parecchio: uno scooter con un valore a nuovo più alto (penso all’Honda SH) viene considerato “più a rischio furto” e quindi costa di più da assicurare rispetto a un Kymco Agility di pari cilindrata.
A questo va sommata la manutenzione ordinaria (tagliando, cambio olio, filtro, candela, controllo freni), che in media si aggira tra i 250 e i 350 euro l’anno, e i pneumatici, che durano mediamente 8.000-10.000 km e costano tra i 110 e i 150 euro a treno. Ecco il quadro riassunto:

Come si legge il grafico: un adulto con buona storia assicurativa che guida uno scooter 125 economico spende in media tra i 985 e i 1.245 euro l’anno solo per tenerlo in strada, esclusa la rata di acquisto. Per un neopatentato la cifra sale di 200-250 euro, soprattutto per il premio assicurativo più alto.
Questo è il motivo per cui in officina, quando qualcuno chiede “qual è lo scooter più economico”, rispondiamo sempre con una domanda: economico all’acquisto, o economico da mantenere per i prossimi cinque anni? Spesso sono due risposte diverse.
I modelli 125 economici nel 2026: la classifica reale, listino alla mano
Guardando i listini aggiornati a giugno 2026, in Italia ci sono nove scooter 125 cc con prezzo di listino sotto i 4.500 euro, guidabili con patente A1 (dai 16 anni) o con patente B (dopo due anni dal conseguimento). Li abbiamo messi in fila dal più economico al più caro:

Qualche considerazione da meccanico su ognuno di questi, con quello che vediamo davvero dopo i primi tagliandi:
Kymco Agility 125 R16+ (2.290 €) — Il più economico in assoluto. Motore monocilindrico raffreddato ad aria da 8,7 CV, consumo dichiarato 40 km/l, ruota anteriore da 16″ che aiuta parecchio sulle buche e sul selciato del centro storico. Attenzione: questa versione base non ha ABS. Per chi si muove spesso su fondi bagnati (e a Firenze piove, eccome), consigliamo di valutare la versione Agility 125 S a 2.490 €, che aggiunge l’ABS anteriore per 200 euro in più: sono soldi ben spesi.
SYM Symphony 125 ST (2.899 €) — Sulla carta è quello che dà più “di serie” a parità di budget: bauletto, parabrezza e ABS già inclusi, motore un po’ più brillante (12,6 CV) dell’Agility base. Il motore in sé, dalle segnalazioni che si trovano online, regge bene anche dopo tanti chilometri. Il punto debole non è meccanico, è la rete di assistenza: SYM in Italia distribuisce i ricambi esclusivamente attraverso i concessionari ufficiali, senza vendita diretta, e se il pezzo non è a magazzino va ordinato. In officina lo vediamo spesso: per un componente anche banale il cliente può restare fermo diversi giorni, cosa che con Piaggio o Honda, che hanno una rete ricambi molto più capillare sul territorio, quasi non capita. Per questo, pur essendo interessante sulla carta, noi lo consigliamo con più cautela rispetto agli altri modelli di questa fascia: va bene se sapete già a quale concessionario/ricambista di zona appoggiarvi, meno se cercate la massima tranquillità nel tempo.
Piaggio Liberty 125 (2.999 €) — Lo scooter italiano più venduto nella sua fascia: 7.712 unità immatricolate nel 2025, quinto assoluto nella classifica generale. È leggero, maneggevole, con sella bassa (sotto i 790 mm), ottimo per chi mette il piede a terra spesso nel traffico o è alle prime armi. La rete di assistenza Piaggio è capillare, e i ricambi si trovano ovunque: un vantaggio pratico non da poco quando serve un pezzo urgente.
Honda PCX 125 (3.190 €) — Il ruota bassa più accessibile della gamma Honda. Raffreddato a liquido (quindi meno stress termico nei lunghi tragitti extraurbani), altezza sella tra le più basse del segmento (763 mm). Buona scelta per chi è basso di statura o guida poco disinvolto.
Yamaha NMAX 125 (3.399 €) — Posizione di guida più sportiva, tunnel centrale rialzato tipo moto. Consigliato a chi viene da una moto e cerca un feeling di guida meno “scooterone”.
Piaggio Medley 125 (3.699 €) — Il più spazioso: sottosella che ospita due caschi integrali, utile per chi va spesso in coppia o deve portare la spesa. Motore da 15 CV, il più potente della fascia sotto i 4.000 euro.
Honda SH 125 (4.090 €) — Lo scooter più venduto in Italia in assoluto: 19.294 unità immatricolate nel 2025, un distacco enorme sul secondo classificato. Il prezzo include già Smart Key, ABS a due canali, display TFT con connettività Honda RoadSync, USB-C e Smart Top Box. È il modello che, da meccanici, consigliamo più spesso a chi vuole spendere qualcosa in più oggi per avere meno pensieri (e più valore di rivendita) tra tre anni: l’affidabilità storica del bicilindrico Honda e la disponibilità di ricambi in ogni officina della zona fanno davvero la differenza sul lungo periodo. Anche l’SH Mode rientra tra i modelli che più consigliamo.
Aprilia SR GT 125 (4.299 €) — L’unico impostato come crossover, con ruote da 14″ tassellate e assetto rialzato: se fate spesso sterrati o strade di collina non asfaltate benissimo (capita, verso Fiesole o il Chianti), è l’unico della lista pensato anche per quello.
La domanda che ci fanno tutti: nuovo o usato?
Firenze ha un mercato dell’usato molto attivo, complice il turnover costante di studenti universitari che comprano uno scooter per due o tre anni e poi lo rivendono. Non è automaticamente un’occasione peggiore rispetto al nuovo, ma vanno seguite alcune regole che in officina ripetiamo sempre:
- Controllate l’omologazione Euro. Con lo Scudo Verde attivo, un Euro 0 o Euro 1 rischia di non poter circolare in buona parte della città, quindi anche se costa 400 euro non è un affare se poi non potete usarlo per andare al lavoro o all’università.
- Chiedete sempre il libretto di manutenzione. Chi ha fatto i tagliandi regolarmente lo dimostra sempre volentieri; chi non ce l’ha, spesso, non li ha proprio fatti.
- Fatelo controllare prima dell’acquisto, non dopo. Cinghia di trasmissione, rulli del variatore e pastiglie sono i tre punti che in un usato “economico” nascondono più spesso i costi veri. Una cinghia da sostituire su un 125 vi costa facilmente 120-150 euro tra pezzo e manodopera: se il venditore non ve lo dice, lo scoprite voi al primo cedimento.
- Verificate il chilometraggio in relazione all’età. Uno scooter cittadino a Firenze fa in media 4.000-6.000 km l’anno; se vedete un mezzo di due anni con 25.000 km sul contachilometri, quel motore ha lavorato duro e va ispezionato con più attenzione.
ZTL, Scudo Verde e parcheggio: la parte che nessun listino vi dice
Vale la pena riassumere bene le regole perché cambiano spesso e la confusione è tanta:
- ZTL centro storico: 5 settori (A, B, G, F, O) su circa 4 km². Gli scooter a combustione non possono accedere nei rispettivi orari di attivazione, mentre i veicoli elettrici e ibridi sono esentati.
- Scudo Verde: attivo 24/7 su circa il 66% del territorio comunale dal 1° aprile 2025, con multe operative dal 1° luglio 2025. Vieta l’accesso a ciclomotori e motocicli Euro 0 ed Euro 1 (e in prospettiva Euro 2). Permesso giornaliero di solo transito: 5 euro; scarico targa in parcheggio convenzionato: 1 euro.
- Se avete un veicolo storico regolarmente iscritto ai registri ufficiali, potete circolare regolarmente anche se il motore è “vecchio” all’anagrafica Euro.
Per chi vive fuori dal centro (Novoli, Campo di Marte, Isolotto, Gavinana) queste regole pesano meno nella scelta quotidiana, ma se lavorate o studiate dentro i viali è un fattore che deve entrare nel conto prima di innamorarvi di un usato a basso prezzo ma vecchio.
La nostra raccomandazione, in sintesi
Se il budget è la priorità assoluta e userete lo scooter solo per la città, Kymco Agility 125 S resta il punto d’ingresso più sensato: semplice, economico da assicurare, facile da riparare, e con una rete di ricambi ormai ben radicata in Italia. Il SYM Symphony 125 ST resta un’opzione interessante sulla carta, per dotazione e prezzo, ma noi in officina la consigliamo con più cautela: non per il motore, che regge bene, ma perché la rete di assistenza e ricambi in Italia è meno capillare rispetto a Piaggio o Honda, e in caso di guasto il rischio di restare fermi qualche giorno in più è concreto. Chi cerca il compromesso migliore tra prezzo, rete di assistenza e valore di rivendita nel tempo, soprattutto se percorre spesso le salite delle colline fiorentine, trova nel Piaggio Liberty 125 e, un gradino sopra, nell’Honda SH 125 le due scelte più solide dell’intera fascia economica: non a caso sono anche i due marchi con la rete di assistenza più diffusa sul territorio fiorentino.
Qualunque modello scegliate, il consiglio che diamo sempre in officina resta lo stesso da vent’anni: fatelo vedere da qualcuno di fidato prima di firmare, sia che sia nuovo di listino sia che arrivi dal mercato dell’usato. Un controllo di mezz’ora prima dell’acquisto costa molto meno di una riparazione scoperta dopo.
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